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Stereogrammi
Gli stereogrammi
sono immagini che ad una prima occhiata sembrano solo una serie di puntini
colorati disposti in una struttura casuale. Alcuni hanno dei colori
piuttosto vivaci e fanno venire in mente un quadro di arte moderna.
La prima volta che ne vedete uno vi viene spontaneo dire: "Ma da che
parte si guarda?" Il bello viene quando guardandone uno e chiedendovi
quale oscuro motivo può aver spinto una persona a creare un tale guazzabuglio
di punti, sentite qualcuno che esclama qualcosa del tipo: "Caspita!
Lo Vedo!"
Alcune persone imparano subito
la tecnica, per altre invece risulta più difficile; occorre imparare
ad ingannare, a "deviare" il cervello in modo appropriato. La visione
stereoscopica contiene un trucco, indipendentemente dalla tecnica che
si utilizza: quello di dare ad ogni occhio un'informazione leggermente
diversa. E questo perché i nostri occhi distano tra loro qualche centimetro
e quindi vedono lo stesso oggetto con angolature diverse. L'azione del
cervello è quella di fondere le parti identiche dell'oggetto osservato,
sovrapponendole. Tale processo viene chiamato scientificamente "Stereopsi",
cioè fusione di due immagini. In questo modo il nostro cervello costruisce
una visione tridimensionale dell'oggetto stesso, partendo dalle due
visioni bidimensionali che gli occhi producono mentre osservano l'oggetto
da differenti prospettive. Dopo aver imparato la tecnica giusta, occorrono
pochi istanti per poter visualizzare le immagini tridimensionali nascoste
negli stereogrammi. Improvvisamente l'immagine sfocata che ci appare
inizialmente passa da due a tre dimensioni e dallo sfondo emergono e
si modellano livelli di prospettiva diversi. Il tutto ci appare ora
perfettamente a fuoco…missione compiuta, il cervello è stato ingannato!
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Oppure
cominciate col porre lo stereogramma a circa trenta centimetri
dagli occhi. osservate l'immagine, cercando di rilassare la messa
a fuoco. Immaginate di guardare attraverso l'immagine. Se la struttura
comincia a muoversi, lasciatela fare. Non cercate di aggiustare
il fuoco, lasciate solo che la struttura si muova. Mettete lo
stereogramma dietro ad un vetro od un pezzo di plastica trasparente.
Fissate lo stereogramma, ma concentratevi più sul vostro riflesso
che sull'immagine. Infatti il vostro riflesso è situato in un
punto dietro 1'immagine e questo trucco serve appunto per forzare
il punto di fuoco oltre I'immagine. Tenete lo stereogramma ad
una trentina di centimetri da voi, ma invece di guardarlo, fissate
il muro che gli sta dietro. Poi, di colpo spostate lo sguardo
sullo stereogramma. Il fenomeno fu
osservato per la prima volta nel 1838 dal fisico inglese Charles
Wheatstone che, grazie alle sue osservazioni poté inventare lo
stereoscopio: un apparecchio dove la sensazione di profondità
spaziale era ottenuta ricomponendo, con un sistema di specchi,
due immagini fotografiche scattate a pochi centimetri di distanza
l'una dall'altra (la fotografia venne inventata nel 1839). Successivamente
vennero scoperti diversi tipi di stereogrammi: i random dot, quelli
a immagine singola, i text stereograms, i colour field. Brewster
scoprí che la ripetizione di un motivo può avere un effetto tridimensionale
se alcuni dei suoi componenti vengono spostati impercettibilmente;
chiamò questi nuovi stereogrammi stereo wallpaper.
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